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L'evoluzione dell'introversione di una città



Fase 1
Non si costruiscono metropolitane per tutelare il patrimonio archeologico

Fase 2
Si scava a mezzi con il Vaticano un enorme parcheggio sotto il Gianicolo (oggi sempre deserto) e notte tempore si gettano in discarica i resti di una villa romana.

Fase 3
Non si abbattono alberi neanche se scende in terra Sant'Antonio. Ove necessario come al cantiere Fucksas dell'EUR si provvede a trasportare delicatamente gli alberi in periferia al costo di 50 mila euro cadauno.

Fase 4
Gli scavi archeologici dell'Appia Antica hanno tagliato le radici a dozzine di pini che crollano ad ogni botta di ponentino.

Fase 5
Cartagirone e company costruiscono l'anima de li mortacci loro intorno al raccordo anulare, circondando la capitale con una sorta di linea Maginot di cemento armato. Tutto ok secondo il piano regolatore di Veltroni.

Fase 6
A piazza Venezia si abbattono pini e palme secolari perchè il sovraintendente deve cercare 4 cocci della malora per concludere la comprensione della città antica. E si scava. E si scava. Ma che te scavi!?

Fase 7
I romani muoiono di traffico e cancro da smog. In particolare quelli che abitano nei quartieri Cartagirone non hanno che le solite stradine dove accodarsi ogni mattino ed ogni sera.

Fase 8
La città da tempo non guarda al futuro e vive male il presente.

Fase 9
Non resta che scavare anche noi un cunicolo dove rifugiarci nella nostra introversione.

Fase 10
Sta città già stava andando a puttane con Veltroni, ormai, la stiamo proprio perdendo.
Addavenì baffone ma alla fine aspetta e spera non è mai venuto.

Mario b

Pubblicato il 12/11/2008 alle 20.33 nella rubrica Diario.

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